
Baluardo di Mezzodì, numero civico 100. Oggi Corso Luigi Einaudi numero civico 20 (attuale proprietà Perotti Marruccelli)
Il più antico riferimento certo che riscontriamo relativo a questo edificio è il catasto di epoca napoleonica (mappa Derossi) in cui compare con il numero 6283: la numerazione comprende un corpo di casa e la pertinenza di una corte prospiciente; la proprietà è riferita alla famiglia Dalanzo.
Dinanzi alla corte si trova la strada pubblica in cui confluiscono da un lato la via proveniente dal concentrico che attraversa il vicino Ponte Sottano insieme alle vie che percorrendo il Borgo Santa Lucia tendono in direzione Clavesana-Farigliano-Piozzo; dall’altro lato giunge il percorso proveniente dal Ponte Soprano e la strada che tende in direzione Magliano-Cuneo-Bene.
Il Baluardo di Mezzodì affacciava su quello che allora era un avvallamento che separava questa parte di paese, indicata nelle antiche mappe Airali, con sviluppo urbano cresciuto principalmente tra la fine del ‘700 e ‘800 dal nucleo più antico a cui era collegata attraverso i ponti sopra indicati.
L’edificio a quattro piani fuori terra di forma quadrangolare è citato tra fine ‘700 e primo ‘800 come Casa del Mastro di Posta ma esisteva sin dal primo ‘700 in forme che non ci è dato conoscere.
In questo luogo avvenivano i cambi dei cavalli, sostavano le diligenze e nel complesso tutte le antiche funzioni logistiche legate all’arrivo e alla partenza delle merci e della corrispondenza. Il complesso edilizio era provvisto sul retro di pertinenze quali magazzini, stalle e fienili, presumibilmente la locanda di ristoro è oggi il bar Einaudi, sopra le stalle nella corte interna c’erano stanze dove i viaggiatori potevano riposare.
La proprietà precedentemente ai Dalando fu degli Alessi di Canosio, i Signori della seta, che ebbero un ruolo di primaria importanza economica e sociale nel paese, in cui operarono ingenti investimenti immobiliari.
Verso la metà dell’800 la proprietà fu acquisita dai Porrera-Gianinetti, famiglia carruccese di commercianti e notai, e dalla mia bisnonna Vittoria Gianinetti in linea diretta è arrivata a me.
Vittoria Gianinetti sposa nella seconda metà dell’800 il Maestro Lazzaro Bori che affitta un alloggio al primo piano della palazzina a Lorenzo Einaudi (1839-1888) impegnato a Carrù nel ruolo di Esattore e Teroriere che viene ad abitare con la moglie nel Baluardo di Mezzodì al numero 100 al primo piano, il 24 marzo 1874 nasce Luigi Einaudi dove nel 1948 verrà apposta la lapide commemorativa in sua presenza mentre riveste la carica di Primo Presidente della Repubblica Italiana.
Da allora la storica palazzina è conosciuta come palazzina Einaudi.
Le costruzioni interne, quelle che affacciano sull’attuale vicolo Giuseppe Serale, nel corso dell’ottocento hanno subito varie sistemazioni per renderle unità abitative, la parte terminale, un edificio di due piani fuori terra ai tempi di circa 300 mq, con belle stanze affrescate al primo piano nella metà dell’ottocento è diventata la dimora di Vittoria Gianinetti, la bisnonna, e del marito il Cav.Lazzaro Bori, storico maestro di Carrù, che nel 1926 fu insignito dal Re Vittorio Emanuele III su proposta del ministero dell’istruzione pubblica della medaglia d’oro per gli altri servizi resi all’educazione popolare.
Nel 1908 nasce in questa casa Fiorenza Bori, la nonna, che nel 1934 sposa l’ufficiale del Regio Esercito Giuseppe Perotti, un ingegnere che ha ampliato e ristrutturato la dimora ottocentesca per ottenere la bellissima villa deco che è poi arrivata a me, ristrutturazione di avanguardia che ha preso il nome di Villa Perotti.
Il nonno, il generale Giuseppe Perotti, medaglia d’oro al valore militare, organizzatore della resistenza e del comitato di liberazione alta Italia muore tragicamente nel 1944 lasciando un’enorme eredità morale e culturale, a lui vengono dedicati studi, scritti, vie, piazze, scuole e caserme in tutta Italia.
Nel 2020 Villa Perotti è una vecchia signora piena di acciacchi, abbandonata da circa 20 anni, il
giardino è diventato una selva oscura dove la natura ha preso il sopravvento, della elegante struttura di avanguardia degli anni 30 rimane uno sbiadito ricordo e io, che ho molto amato la nonna quando ero piccola e passavo qui le estati ho ritenuto di far rivivere gli antichi saloni, gli ampi spazi esterni, le grandi stanze affrescate, e mi sono impegnata in una totale ristrutturazione per riportare la villa al suo antico splendore con i criteri del terzo millennio.
Ma questa è un’altra storia